Nutrizionista per colon irritabile e IBS a Napoli

Se soffri frequentemente di gonfiore, dolore o fastidio addominale, diarrea, stitichezza o alternanza dell'alvo, l'alimentazione può rappresentare una parte importante della gestione dei sintomi.

Il mio obiettivo non è consegnarti semplicemente una lista di alimenti da eliminare, ma costruire un percorso nutrizionale personalizzato sulla tua storia clinica, sui tuoi sintomi e sulla tua quotidianità.

Medico, con formazione in Dietologia e Nutrizione

Studio a Via San Giacomo dei capri 43, Napoli - Vomero

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Ti riconosci in una di queste situazioni?

Hai ricevuto una diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile ma non sai concretamente come gestire l'alimentazione.

🫃Ti senti spesso gonfio dopo i pasti e fai fatica a capire quali alimenti possano contribuire ai sintomi.

💩 Alterni periodi di stitichezza, diarrea o irregolarità intestinale.

🍞 Hai già eliminato glutine, lattosio o numerosi altri alimenti senza aver trovato una strategia realmente sostenibile.

🤔 Hai provato autonomamente una dieta Low-FODMAP ma non sai come gestire correttamente le reintroduzioni.

❌ Ti capita di stare meglio eliminando molti alimenti, ma temi di dover seguire per sempre un'alimentazione molto restrittiva.

👨‍⚕️ In questi casi può essere utile valutare in modo strutturato il rapporto tra alimentazione, sintomi e quadro clinico.

Non esiste una dieta uguale per tutti per il colon irritabile

La stessa diagnosi può presentarsi in maniera molto diversa da persona a persona.

Per questo il percorso parte dalla valutazione della tua situazione specifica: sintomi prevalenti, frequenza e caratteristiche dell'alvo, abitudini alimentari, eventuali diagnosi ed esami già effettuati, terapie in corso, stile di vita e alimenti che ritieni possano influenzare i disturbi.

L'obiettivo è individuare una strategia che migliori la gestione dell'alimentazione senza introdurre restrizioni non necessarie.

Perché un approccio medico-nutrizionale

Sono il Dott. Gerardo Fonzo, medico con formazione specifica in Dietologia e Nutrizione.

Il mio approccio integra la valutazione nutrizionale con la storia clinica del paziente, eventuali diagnosi, esami e terapie già in corso.

Questo è particolarmente importante nei disturbi gastrointestinali, nei quali prima di attribuire i sintomi esclusivamente all'alimentazione è necessario considerarli all'interno del quadro clinico complessivo.

Quando necessario, il percorso nutrizionale può integrarsi con il lavoro del gastroenterologo o degli altri professionisti che seguono il paziente.

La dieta Low-FODMAP non è sempre il punto di partenza

La Low-FODMAP può rappresentare uno degli strumenti utilizzabili nella gestione nutrizionale della sindrome dell'intestino irritabile, ma non viene proposta automaticamente a ogni paziente.

Quando è indicata, viene inserita all'interno di un percorso strutturato.

1. Fase iniziale

Si riducono temporaneamente le principali fonti alimentari di FODMAP secondo una strategia personalizzata.

2. Reintroduzione

Gli alimenti vengono progressivamente testati per comprendere quali gruppi e quali quantità siano effettivamente associate ai sintomi individuali.

3. Personalizzazione

L'obiettivo finale è ampliare nuovamente l'alimentazione e arrivare alla dieta meno restrittiva possibile compatibilmente con una buona gestione dei sintomi.

Lo scopo non è mangiare Low-FODMAP per sempre, ma conoscere meglio la propria tolleranza alimentare.

Come funziona il percorso

1. Prima visita e valutazione

Durante la prima visita approfondiamo:

• storia clinica e diagnosi già effettuate
• sintomi gastrointestinali
• caratteristiche dell'alvo
• alimentazione abituale
• eventuali esami recenti
• farmaci e integratori utilizzati
• precedenti diete ed eliminazioni alimentari
• stile di vita e obiettivi

Quando opportuno, prima di impostare interventi nutrizionali particolarmente restrittivi può essere necessario che il quadro gastroenterologico sia adeguatamente inquadrato.

2. Strategia nutrizionale

Sulla base della valutazione viene costruito il piano nutrizionale.

Non necessariamente significa eliminare molti alimenti.

In alcuni casi può essere sufficiente intervenire sull'organizzazione dei pasti, sulle quantità, sulla distribuzione di alcuni alimenti o su specifiche componenti della dieta.

In altri può essere indicato un intervento più strutturato, compreso un eventuale protocollo Low-FODMAP.

3. Monitoraggio dei sintomi

Durante il percorso valutiamo come cambiano i sintomi e quanto la strategia sia concretamente sostenibile nella tua vita quotidiana.

Il piano viene modificato progressivamente sulla base della risposta individuale.

4. Reintroduzione e consolidamento

Quando sono state utilizzate restrizioni alimentari, uno degli obiettivi principali è reintrodurre progressivamente ciò che può essere tollerato.

Il traguardo non è costruire una dieta sempre più rigida, ma arrivare a un'alimentazione sufficientemente varia, gestibile e personalizzata.

Cosa NON significa seguire un percorso nutrizionale per IBS

Non significa eliminare automaticamente glutine e lattosio.

Non significa ricevere una lista infinita di alimenti “vietati”.

Non significa attribuire necessariamente ogni sintomo a un'intolleranza.

Non significa seguire una dieta Low-FODMAP a tempo indeterminato.

Significa utilizzare l'alimentazione come parte di una strategia ragionata, tenendo conto dell'intero quadro clinico.

Cosa dicono i pazienti

Domande frequenti


No. È uno degli strumenti disponibili e viene utilizzata quando la situazione individuale lo rende appropriato. In altri casi possono essere sufficienti interventi nutrizionali meno restrittivi.


Non automaticamente.

La presenza di sintomi gastrointestinali non significa necessariamente che glutine o lattosio debbano essere esclusi. Eventuali eliminazioni vengono valutate sulla base della situazione individuale.


No. Quando viene utilizzata, la fase più restrittiva è temporanea ed è seguita da reintroduzione e personalizzazione.


È possibile effettuare una valutazione nutrizionale, ma la presenza di sintomi gastrointestinali persistenti può rendere opportuno un adeguato inquadramento medico prima o parallelamente all'intervento nutrizionale.


Se disponi di esami recenti, referti gastroenterologici, breath test, test per celiachia o altri accertamenti pertinenti, è utile portarli alla prima visita.

Non è necessario effettuare autonomamente nuovi esami prima dell'appuntamento.


No. Non è necessario sottoporsi autonomamente a test per intolleranze prima della visita.


Sì, quando il quadro clinico e il tipo di intervento lo consentono.


Dipende dalla situazione individuale.

Quando è necessario utilizzare strategie articolate in più fasi, come restrizione e successiva reintroduzione, il percorso richiede generalmente più incontri e viene programmato sulla base dell'andamento dei sintomi.


Non devi necessariamente eliminare sempre più alimenti

Se negli ultimi mesi la tua dieta è diventata progressivamente più limitata nel tentativo di controllare gonfiore e disturbi intestinali, il primo passo può essere capire quali restrizioni siano realmente utili e quali invece possano essere evitate. Visite nutrizionali a Napoli e online.